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venerdì 30 novembre 2007

Successo e qualità del software

C'è un legame fra qualità del software e successo aziendale?
Sicuramente ogni produttore di software è in grado di presentare una lista di aziende che hanno avuto successo grazie alla qualità del proprio software.
Alla voce qualità del software si sprecano articoli che dimostrano la necessità di puntare su questo aspetto per un valido supporto al business.
La verità è che:

avere un buon software non è una condizione nè necessaria nè sufficiente per il successo del business.


Detto questo per chiarezza e onestà, continuamo a lavorare perchè il management sappia cogliere le opportunità della tecnologia e il mondo IT sappia valorizzare la propria capacità tecnologica nella direzione della competenza aziendale.

sabato 10 novembre 2007

La storia si ripete

IL SECOLO XIX
06 novembre 2007

Hamburg Süd: «Manterremo
il marchio Ccl»

Hamburg Süd e Gf Group ufficializzano la vendita di Costa Container Lines. La società tedesca acquista così dalla famiglia Orsero i servizi di linea Ccl su Mediterraneo ovest-Costa est del Sud America, Costa est del Sud America-Caraibi e Messico, Mediterraneo Ovest-Costa nord del Sud America e Caraibi, Italia-Turchia e Grecia, Italia-Algeria e Italia-Siria, Libano ed Egitto. Hamburg Süd continuerà ad utilizzare il marchio Costa Container Line.




E' la terza volta che mi trovo coinvolto in una operazione di cessione.
La prima volta ero in forza in "Italia di Navigazione" dove ero stato assunto subito dopo la sua privatizzazione.
Nel corso del 2003 la società è stata venduta a CP-Ship e al termine del processo di integrazione è sparita dallo scenario (nel frattempo anche CP Ship è stata acquistata dal gruppo Hapag Lloyd).
Quella di Italia di Navigazione è stata una perdita dolorosissima per la storia e la cultura marittima italiana. Infatti le vicende della celebre compagnia coincidono in buona parte con quelle della marina mercantile italiana ed hanno radici fino a nomi famosi come quelli di Rubattino (l'impresa dei Mille di Garibaldi) e di Florio; cioè affondano nel corso del 1800.

All'inizio del 2004 ero appena giunto in CCL quando si perfezionava l'acquisizione della Grandi Traghetti-Gilnavi ex compagnia del Gruppo Grimaldi.
Grandi Traghetti era conosciutissima perchè con le sue Freccia Rossa e Freccia Blu univa Genova a Palermo prima dell'avvento delle Grandi Navi Veloci.
A questa cessione ho partecipato quindi dalla parte del "compratore" nonostante in precedenza avessi lavorato perdodici anni in Grimaldi.

Ora siamo da capo, la legge delle mega acquisizioni nel mercato globale dei trasporti marittimi non offre troppe alternative.
Nonostante vari passaggi di proprietà CCL conserva ancora nella ragione sociale l'origine del marchio "Costa", altro nome storico per la Liguria e per l'Italia.



Per me l'opportunità di confrontarmi con l'organizzazione informatica di un grosso gruppo internazionale dove mettere a disposizione le mie conoscenze ed esperienze del settore. Ma questo non esclude il "batticuore".

venerdì 10 agosto 2007

Trattativa cessione CCL (3)

Oggi IL SECOLO XIX torna ancora sull'argomento con intervista ad Orsero, a firma di Francesco Ferrari.

Orsero: «La flotta resterà nostra»
parla il numero uno di costa container lines
«Vendiamo il marchio, ma rimaniamo armatori. E Hamburg Sud investirà su Genova»

Savona. Nessun addio alle navi. Nessuna volontà di abbandonare lo shipping. «Circolano brutte voci sul conto del nostro gruppo», dice Antonio Orsero, presidente di Gf Group, il giorno dopo la notizia della cessione di Costa Container Lines alla tedesca Hamburg Sud. «La veritàè che vogliamo continuare a crescere, a investire. E presto lo dimostreremo». E i dipendenti? «Non devono avere paura. Nessuno perderà il posto di lavoro. Chi non resterà con noi, sarà assorbito dalla nuova società. È stata la prima cosa che abbiamo chiesto ai tedeschi».
Presidente, a che punto si trova la trattativa con Hamburg Sud?
«Posso confermare in pieno quello che ha scritto il Secolo XIX due giorni fa. La trattativa è aperta, sicuramente ben avviata, ma non ancora conclusa. Confermo anche che si tratta un'operazione che ha una sua complessità. E non parlo, per essere chiari, del lato economico. L'aspetto più delicato riguarda le future sinergie: per esempio, quella fra la compagnia e il nostro terminal, e quella fra la flotta container e le nostre navi bananiere. Anche per questo ho il dovere di essere molto cauto».
Perché avete scelto Hamburg Sud?
«Perchéè una società finanziariamente solida, con una reputazione di primissimo livello. Le dirò di più: per un gruppo come il nostro non poteva esserci partner migliore».
In futuro continuerete ad essere sia terminalisti che operatori logistici?
«Di più: continueremo a essere armatori. Vogliamo mantenere la proprietà di tutte le navi. Non intendiamo abbandonare il mondo dello shipping, nella maniera più assoluta. Voglio dirlo chiaramente, perché negli ultimi giorni sono circolate voci molto fantasiose sul futuro del nostro gruppo. Fantasiose e del tutto infondate. Chi sostiene che la famiglia Orsero sta dismettendo le sue attività dice il falso».
Quali garanzie otterranno i vostri dipendenti, dopo la cessione ad Hamburg Sud?
«Non ci saranno tagli, questo posso prometterlo al cento per cento. Alcuni dei nostri dipendenti ci seguiranno, gli altri saranno assorbiti dalla nuova società. Naturalmente, se qualcuno vorrà andare via sarà libero di farlo. Il mantenimento dell'occupazione è stato il primo punto sul quale ci siamo confrontati con Hamburg Sud. Devo dire, con risultati molto positivi».
Genova sarà la nuova base mediterranea di Hamburg Sud?
«Immagino di sì. La compagnia vuole stabilirsi a Genova per farne la base per i suoi traffici non solo mediterranei, ma anche medio-orientali. L'interesse per la città e il suo porto è forte. Del resto, se non fosse così non avrebbero iniziato a dialogare con Costa Container Lines».
Che tipo di strategie intendete seguire, dopo la conclusione della trattativa con Hamburg Sud?
«Continueremo a investire sul Gf Group. Volendo essere pignoli, posso aggiungere che quello che incamereremo dalla cessione ad Hamburg Sud, in pratica lo abbiamo già investito. Lo ripeto ancora una volta: non stiamo dismettendo. Lo dimostreremo con i fatti».
Investirete sul polo di Savona-Vado?
«Investiremo sulla logistica, sulla frutta, su tutti i rami del gruppo. In questi anni abbiamo dimostrato, credo, di sapere diversificare le nostre attività. Basti pensare al terminal Reefer: ora è utilizzabile anche per i contenitori».
Quanto ha inciso, positivamente o meno, il ruolo del territorio nelle vostre ultime scelte strategico-industriali?
«Non è facile rispondere a questa domanda. Diciamo che negli ultimi anni abbiamo dialogato molto con l'Autorità portuale. Ma, soprattutto, abbiamo creduto noi per primi nel territorio. I risultati credo li conoscano tutti».
(francesco ferrari)

mercoledì 8 agosto 2007

Trattativa cessione Costa Container Lines

LACOMPAGNIA GENOVESE VICINISSIMA ALLA CESSIONE

Sirene tedesche per Costa Container

Trattativa avviata con Hamburg Süd. Ma la famiglia Orsero non abbandonerà lo shipping.

GENOVA. Il contratto non è ancora stato firmato. Ma, secondo quanto risulta al SecoloXIX, lacompagnia di navigazione tedesca Hamburg Süd ha avviato una seria trattativa per l’acquisizione della genovese Costa Container Lines (CCL) controllata dalGF Group della famiglia Orsero.

Le prime indiscrezioni sono confortanti per l’azienda ligure, che rappresenta una valida realtà alla quale già in passato si erano interessati alcuni operatori del settore. Oggi a farsi avanti è una grande società nord europea interessata all’acquisizione anche e soprattutto perché non dispone di una significativa presenza nel Mediterraneo. Un aspetto di rilievo, per il quale l’eventuale acquisizione sarebbe di grande valore aggiunto per entrambe le imprese.

Sulla base quindi di una prospettiva di sviluppo, la famiglia Orsero ha deciso di iniziare una trattativa che potrebbe portare all’acquisizione di Costa Container Lines e della maggioranza delle sue partecipate da parte di Hamburg Sud. Si tratta di un interlocutore di primissimo livello, 17° nel ranking mondiale delle compagnie di linea container, che appartiene ad un grande gruppo industriale, Dr Oetker, tra l’altro presente in Italia come proprietario dell’aziendaCameo, leader nei settori dei prodotti da forno,dolcificanti, caffè e cacao in polvere. Il dna della compagnia di Amburgo è simile a quello della società genovese, perché opera prevalentemente sulle linee Nord/Sud ed ha grande presenza e specificità nei traffici frigoriferi.

Non avendo strutture in Italia, attraverso l’acquisizione di Ccl, la Hamburg Süd sarebbe intenzionata a costituire a Genova la sede per tutte le sue attività in Sud Europa, rafforzando il ruolo di Costa Container Lines con l’espansione in nuovi mercati, quali il Mar Nero, India/ Pakistan, Costa Ovest del Sud America.

La cessione non è stata ancora né formalizzata né concordata, quindi la trattativa e la ‘due diligence’ sulle attività di CCL continueranno per un periodo abbastanza lungo.

Il fatto che la trattativa riguardi due società in buona salute che non potranno trarre che benefici dalla loro integrazione è testimoniato dal fatto che Ccl sta procedendo ad un piano di rinnovamento della flotta che ne incrementerà la capacità del 35%. Un paio di settimane fa i cantieri navali polacchi S.S. Nowa di Stettino hanno consegnato alla compagnia la portacontenitori CalaPancaldo.

La nuova costruzione, che ha una portata lorda di 37.180 tonnellate, è lunga 205metri,ha velocità di esercizio di 22 nodi di velocità e capacità nominale di 2.800 contenitori.

La nave batterà bandiera italiana e partirà nei prossimi giorni alla volta del Sud America al comando del capitano Vincenzo Scotto di Fasano. La nuova costruzione è la prima di quattro navi gemelle da 2.800teu (più altre due da 1.700 teu) che la società genovese commissionò ai cantieri polacchi tre anni fa, per un valore di circa 240milioni di dollari. La Cala Pancaldo rappresenta una svolta quantitativa e qualitativa per l’azienda, che con questo size di navi crescerà di un terzo la capacità nei servizi tra il Mediterraneo e la Costa Est del Sud America. Salvo passare a navi ancora più grandi ove si realizzasse l’integrazione con Hamburg Süd. Oggi Ccl opera con navi a noleggio di circa 2.000 teu. La progressiva sostituzione di queste navi con le nuove costruzioni da 2.800 teus nei collegamenti fra il Mediterraneo e la costa est del Sud America comincerà nei prossimi giorni. Come la maggior parte degli operatori di linea, anche Ccl ha avuto un deludente 2006, ma già quest’anno dovrebbe chiudere nuovamente i conti in utile. Nei primi sei mesi del 2007 Ccl ha trasportato oltre 180.000 teu di carico ed alla fine dell’anno prevede di arrivare a quota 380.000 teu, mentre il fatturato supererà i 400 milioni di euro.

Dopo le nuove costruzioni giapponesi acquisite lo scorso anno con contratti di noleggio decennali, l’ingresso nella flotta Ccl delle portacontainer polacche rappresenta un evento significativo. Complessivamente, le navi ordinate da Ccl in Giappone ed in Polonia negli ultimi tre anni sono state dieci: quattro portacontainer da 1.600 teu consegnate fra il 2006 ed il 2007; quattro portacontainer da2.800 teu,di cui la Cala Pancaldo è la prima, in consegna fra 2007 e 2008; due portacontainer da 1.700 teu (con ben 400 prese per container frigo) per consegna a fine 2008.

In pochi anni la compagnia genovese, che ha sede alla Fiumara, ha scalato la graduatoria mondiale insediandosi fra le prime trenta del mondo, con una flotta che ha adesso raggiunto le 30 navi. Un buon affare per Hamburg Süd, se la trattativa avrà buon esito. In ogni caso, gli Orsero non intenderebbero uscire dallo shipping in quanto manterrebbero la proprietà di tutte le navi, Cala Pancaldo inclusa, così come del contratto di nuove costruzioni in corso in Polonia per altre cinque navi. Naturalmente anche il terminal di Vado rimarrà saldamente nelle mani della famiglia Orsero.

GIORGIOCAROZZI

Articolo integrale tratto dall'edizione odierna de IL SECOLO XIX