Visualizzazione post con etichetta 196/2003. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta 196/2003. Mostra tutti i post

lunedì 5 marzo 2007

Controllo Posta Elettronica

Oggi il garante ha emesso delle linee guida relative al controllo delle email e della navigazione nelle aziende.

La strada da percorrere è quella della trasparenza, della prevenzione delle deleghe.

Io ho optato qualche mese fa per l'emanazione di un "Regolamento interno" che prendendo spunto dal D.Lgs 196/2003, definisce esplicitamente l'uso dei beni tecnologici aziendali considerando i vari aspetti come:

  • utenti abilitati
  • compiti dell'azienda
  • utilizzo degli strumenti informatici
  • utilizzo della rete locale, internet e relativi servizi
  • utilizzo della posta elettronica
  • backup dei dati
  • controlli e verifiche
  • provvedimenti disciplinari
Segue un estratto della linea guida odierna:

Le regole aziendali, il doppio indirizzo e-mail, il fiduciario, i siti non accessibili

I datori di lavoro pubblici e privati non possono controllare la posta elettronica e la navigazione in Internet dei dipendenti, se non in casi eccezionali. Spetta al datore di lavoro definire le modalità d'uso di tali strumenti ma tenendo conto dei diritti dei lavoratori e della disciplina in tema di relazioni sindacali.

...dall'analisi dei siti web visitati si possono trarre informazioni anche sensibili sui dipendenti e i messaggi di posta elettronica possono avere contenuti a carattere privato. Occorre prevenire usi arbitrari degli strumenti informatici aziendali e la lesione della riservatezza dei lavoratori”.

L'Autorità prescrive innanzitutto ai datori di lavoro di informare con chiarezza e in modo dettagliato i lavoratori sulle modalità di utilizzo di Internet e della posta elettronica e sulla possibilità che vengano effettuati controlli.

Il Garante vieta poi la lettura e la registrazione sistematica delle e-mail così come il monitoraggio sistematico delle pagine web visualizzate dal lavoratore, perché ciò realizzerebbe un controllo a distanza dell'attività lavorativa vietato dallo Statuto dei lavoratori.

Il provvedimento raccomanda l'adozione da parte delle aziende di un disciplinare interno, definito coinvolgendo anche le rappresentanze sindacali, nel quale siano chiaramente indicate le regole per l'uso di Internet e della posta elettronica.

Il datore di lavoro è inoltre chiamato ad adottare ogni misura in grado di prevenire il rischio di utilizzi impropri, così da ridurre controlli successivi sui lavoratori. Per quanto riguarda Internet è opportuno ad esempio:

  • individuare preventivamente i siti considerati correlati o meno con la prestazione lavorativa;
  • utilizzare filtri che prevengano determinate operazioni, quali l'accesso a siti inseriti in una sorta di black list o il download di file musicali o multimediali.

Per quanto riguarda la posta elettronica, è opportuno che l'azienda:

  • renda disponibili anche indirizzi condivisi tra più lavoratori (info@ente.it; urp@ente.it; ufficioreclami@ente.it), rendendo così chiara la natura non privata della corrispondenza;
  • valuti la possibilità di attribuire al lavoratore un altro indirizzo (oltre quello di lavoro), destinato ad un uso personale;
  • preveda, in caso di assenza del lavoratore, messaggi di risposta automatica con le coordinate di altri lavoratori cui rivolgersi;
  • metta in grado il dipendente di delegare un altro lavoratore (fiduciario) a verificare il contenuto dei messaggi a lui indirizzati e a inoltrare al titolare quelli ritenuti rilevanti per l'ufficio, ciò in caso di assenza prolungata o non prevista del lavoratore interessato e di improrogabili necessità legate all'attività lavorativa.

Qualora queste misure preventive non fossero sufficienti a evitare comportamenti anomali, gli eventuali controlli da parte del datore di lavoro devono essere effettuati con gradualità....


Roma, 5 marzo 2007

giovedì 15 febbraio 2007

Non tutta la burocrazia viene per nuocere

Il D.Lgs.196/2003 sulla Gestione della privacy ha aggiunto uteriori impegni all'agenda del CIO, a causa della necessità di preparare un DPS, cioè un Documento Programmatico sulla Sicurezza, in altre parole un Piano annuale che fotografa la situazione delle basi-dati che contengono informazioni personali, sensibili e giuridiche, che identifica tutti i 'trattamenti' possibili e permette di elaborare una valutazione dei rischi.

Un lavoro che coinvolge anche i reparti amministrativi e di gestione del personale, ma che di fatto, in aziende medio-piccole, almeno nella fase di progettazione e sviluppo, cade spesso sulle spalle del CIO. Per me è stato così.
Quest'anno però la consueta revisione, che poi si trasforma sempre in un miglioramento continuo, mi ha lasciato qualche soddisfazione. Mi riferisco al fatto che la consuntivazione degli eventi significativi e delle misure adottate durante l'anno mi ha spinto verso una visuale diversa rispetto a quella periodica del 'budget' economico da rispettare.
Ho rilevato tre/quattro eventi sensibili alla protezione dei dati e ho potuto apprezzare i correttivi che avevo deciso in corso d'anno, che oggettivamente hanno diminuito il rischio di perdita accidentale dei dati.

- Il primo è un non-evento, nel senso che l'anno precedente erano stati raddoppiati i motori del climatizzatore dell'aria nel data center. Durante il Luglio scorso, un grave guasto (al sabato pomeriggio naturalmente) all'impianto non ha provocato alcun problema ai server e ai dispositivi. La temperatura si è innalzata di poco più di un grado. Evitati costi per l'emergenza, straodinari, fermi macchina per surriscaldamento.
- Un'altro evento, dovuto a un bug nella procedura di copia in un database di posta locale (stavolta con parziale perdita di dati) ha determinato invece una revisione della procedura che da allora è in grado di segnalare salvataggi andati a buon fine solo apparentemente. Inoltre l'evento ha determinato una nuova valutazione delle politiche adottate sui singoli utenti e un aggiornamento della capacità di back-up del sistema.
- Infine, un'allarmante realtà è stata la crescita vertiginosa degli spam. Il motore del programma che utilizzavo, non era più in grado di soddisfare le esigenze e provocava rallentamenti e perdita di messaggi nelle code in entrata. L'installazione di un 'appliance' dedicato e configurato secondo necessità, ha azzerato il problema e oggi leggo con relativa tranquillità gli articoli sull'incremento esponenziale di questi messaggi indesiderati.