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giovedì 4 ottobre 2007

Gestione del rischio (2)

Per completare questa analisi dei rischi, deve poi seguire un'altra accurata identificazione delle misure adottate (o da adottare) dove, a fronte dei singoli rischi, si applica la classificazione della tabella T1.


N. Misura Rischio contrastato Descrizione Misura adottata Già adottato Si/No Chi se ne occupa

Misure fisiche



1 Sistema antincendio R13


2 Estintori R13


3 Conditioning System R14


4 Video sorveglianza R11


5 Antifurto R12


6 Restrizioni accessi R11, R12


7 UPS R14


8 Distruggi documenti R16



Backup:



9 Hardware R3, R4, R8, R13, R15


10 Software R3, R4, R8, R13, R15


11 Procedure R3, R4, R8, R13, R15


12 Restore R3, R4, R8, R13, R15


13 Ghosts (image) copies R3, R4, R8, R13, R15


14 Dispositivi per il controllo accessi R11


15 Armadi ignifughi R4, R14



Hardware:



16 Alimentazione R8


17 Schede rete R8


18 Hard Disks R8


19 Dispositivi Network R8


20 Connessione internet R8


21 Clustering R8



Policy



22 Password R1, R2, R3, R4


23 Domain Controllers R1, R2, R3, R4, R9, R10


24 Firewalls o Routers R7, R8, R9, R10


25 VPN R9, R10


26 Funzionalità del SO R7, R9, R10


27 Piano di Disaster Recovery R8, R13



Software tools:



28 Proxy Server R7, R9, R10


29 Antivirus R5


30 Anti-Spyware R9, R10


31 Anti-Spamming R6


32 Software and OS upgrading tools R2, R5, R7, R8, R9, R10



Manutenzione e garanzie



33 Garanzie server R8


34 Garanzia dispositivi Network R8


35 Accesso Internet R8


36 Monitoraggio Network R8



Documentation:



37 Procedure documentate R2, R3, R4, R8, R14, R15


38 Regolamento R2, R3


Gestione del rischio (1)

Risk Management

Introduzione

La gestione del rischio comprende tutte le attività necessarie dal riconoscimento e consapevolezza fino allo sviluppo di strategie che possano attenuare il rischio.

Una strategia può portare a diversi tipi di comportamento; per esempio "evitare il rischio", "ridurre l'effetto negativo", "trasferire il rischio ad una terza parte (assicurazione, contratti manutenzione)"; "accettare le conseguenze"


Un risk management non ha quindi il compito di eliminare i rischi, ma di ridurlo all'interno di un livello accettato dalla specifica azienda.

Una attenta analisi deve considerare che le minacce possono provenire da differenti sorgenti, come per esempio: l'ambiente, la tecnologia, le persone.

Risk Analysis

Una analisi dei rischi necessita innanzi tutto una classificazione.

Nella tabella T1 è riportata una classificazione a due livelli, avendo suddiviso le minaccie in tre classi.

Il passo successivo è la valutazione della probabilità dell'evento.

Sono considerazioni in parte soggettive e comunque dipendenti dalle specifiche condizioni del sistema in esame.

Nella tabella T1 si propone una semplice scala da 0 a 3, indicando con 0 evento che non si verificherà mai e con 3 evento altamente probabile.


Se si vuole misurare il rischio occorre prendere in considerazione almeno un altro parametro: l'impatto che il danno avrà sul sistema.

Anche in questo caso viene proposta la stessa scala da 0 a 3.

La misura del rischio può essere calcolata moltiplicando i due valori identificati (il risultato sarà dato da una scala con sette distinti valori che vanno da 0 a 9).

Infine (ultima colonna), bisogna prendere delle decisioni e decidere se il rischio sarà tollerato, o se deve essere ridotto.

Tabella T1 - Classificazione rischi - azioni adottate o da adottare

Descrizione del Rischio (minacccia o vulnerabilità)

Probabilità dell'evento

Impatto del danno

Misura del rischio

Trattamento adottato




T=Tollerato
R=Ridotto
E=Eliminato
F=Trasferito

P: da 0 a 3

D: da 0 a 3

M=PxD

Comportamento





R1

furto di Login

2

3

6

R

R2

Mancanza di consapevolezza, negligenza

3

2

6

R

R3

Comportamento disonesto o fraudolento

1

3

3

R

R4

Errore umano

2

1

2

R

Tecnologia





R5

Virus e programmi malware

1

3

3

R

R6

Spamming

1

1

1

R

R7

Danni dolosi

1

3

3

R

R8

Funzionamento improprio, non disponibilità o deterioramento dispositivi

2

2

4

T

R9

Accessi esterni remoti non autorizzati

2

3

3

R

R10

Intrusione nella rete

1

3

3

R

Ambiente





R11

Accesso non autorizzato in aree sensibili

1

3

3

R

R12

Furto di dispositivi

2

3

6

R

R13

Eventi catastrofici (terremoti, fulmini, incendi, allagamenti, ...): naturali o dolosi.

1

3

3

F

R14

Guasti ai sistemi di infrastruttura (impianto elettrico, condizionamento...)

1

2

2

R

R15

Errore tecnico umano

2

2

4

R

R16

Altri eventi

0

0

0

R

(segue)




mercoledì 9 maggio 2007

Rischio e profitto nei sistemi informativi

L'impatto che l'Information Technology può produrre nell'organizzazione di una azienda, dipende dal tipo di approccio, che a sua volta porta con sè un livello di rischio e di "possibile" profitto che vanno a braccetto.
Più rischio, più "possibile profitto" (ma anche più dolori in caso di fallimento del progetto).

I quattro approcci che vengono individuati dagli analisti sono:

Automazione:
Svolgere un compito in maniera più efficace.
Sponsor tipico è l'utilizzatore finale.

Razionalizzazione delle procedure:
Svolgere una procedura con la massima efficienza operativa.
Coinvolge l'analisi delle risorse impiegate per ottenere il miglior risultato.
Sponsor tipico è il responsabile di Reparto/Divisione

Reingegnerizzazione dei processi:
Revisione di tutti o parte dei processi per identificare le attività, semplificarle, ridisegnarle nel flusso.
Sponsor tipico è la linea del Top Management.

Cambiamento dei paradigmi:
Implica un un ripensamento globale degli obiettivi aziendali fino a una riformulazione della natura stessa.
Sponsor tipico: gli azionisti.

E' chiaro da quanto detto perchè il rischio e il profitto che ne può derivare crescono in base all'approccio.

Naturalmente non esiste un approccio migliore degli altri e una stessa azienda può, nel tempo, sperimentare diversi progetti a livello differente, ma è altrettando inequivocabile che quanto più si sale, tanto più la complessità del progetto induce a sottovalutare l'importanza degli aspetti procedurali o funzionali.
Viceversa se non si è capaci di gettare uno sguardo oltre al problema quotidiano, si continua a migliorare aspetti secondari rispetto alle sorti dell'azienda.

Nella mia esperienza mi è capitato di condurre progetti fino alla "Reingegnerizzazione" (progetti ERP).

giovedì 15 febbraio 2007

Non tutta la burocrazia viene per nuocere

Il D.Lgs.196/2003 sulla Gestione della privacy ha aggiunto uteriori impegni all'agenda del CIO, a causa della necessità di preparare un DPS, cioè un Documento Programmatico sulla Sicurezza, in altre parole un Piano annuale che fotografa la situazione delle basi-dati che contengono informazioni personali, sensibili e giuridiche, che identifica tutti i 'trattamenti' possibili e permette di elaborare una valutazione dei rischi.

Un lavoro che coinvolge anche i reparti amministrativi e di gestione del personale, ma che di fatto, in aziende medio-piccole, almeno nella fase di progettazione e sviluppo, cade spesso sulle spalle del CIO. Per me è stato così.
Quest'anno però la consueta revisione, che poi si trasforma sempre in un miglioramento continuo, mi ha lasciato qualche soddisfazione. Mi riferisco al fatto che la consuntivazione degli eventi significativi e delle misure adottate durante l'anno mi ha spinto verso una visuale diversa rispetto a quella periodica del 'budget' economico da rispettare.
Ho rilevato tre/quattro eventi sensibili alla protezione dei dati e ho potuto apprezzare i correttivi che avevo deciso in corso d'anno, che oggettivamente hanno diminuito il rischio di perdita accidentale dei dati.

- Il primo è un non-evento, nel senso che l'anno precedente erano stati raddoppiati i motori del climatizzatore dell'aria nel data center. Durante il Luglio scorso, un grave guasto (al sabato pomeriggio naturalmente) all'impianto non ha provocato alcun problema ai server e ai dispositivi. La temperatura si è innalzata di poco più di un grado. Evitati costi per l'emergenza, straodinari, fermi macchina per surriscaldamento.
- Un'altro evento, dovuto a un bug nella procedura di copia in un database di posta locale (stavolta con parziale perdita di dati) ha determinato invece una revisione della procedura che da allora è in grado di segnalare salvataggi andati a buon fine solo apparentemente. Inoltre l'evento ha determinato una nuova valutazione delle politiche adottate sui singoli utenti e un aggiornamento della capacità di back-up del sistema.
- Infine, un'allarmante realtà è stata la crescita vertiginosa degli spam. Il motore del programma che utilizzavo, non era più in grado di soddisfare le esigenze e provocava rallentamenti e perdita di messaggi nelle code in entrata. L'installazione di un 'appliance' dedicato e configurato secondo necessità, ha azzerato il problema e oggi leggo con relativa tranquillità gli articoli sull'incremento esponenziale di questi messaggi indesiderati.

giovedì 25 gennaio 2007

make-or-buy (3)

Concludo, con gli ultimi fattori che ho considerato: personalizzazioni, rischi, esperienza, vantaggi strategici.

Parte 3


Fattore

TO BUY

TO MAKE


Personalizzazioni

E’ disponibile il codice sorgente? Che tipo di documentazione viene rilasciata?

Quanto è produttivo e vantaggioso in una visione globale, realizzare tutte le personalizzazioni richieste dai key-users?

Rischi

Storia e stabilità economica/finanziaria del fornitore? Disponibilità a condivisione del rischio di progetto?

Valutare rischi sulla data di consegna del prodotto, sulla reale aderenza alle specifiche, sui reali costi

Esperienza

Maturità del prodotto? Base installata?

Competenze

Vantaggi strategici

Il fornitore partner si configura come un partner in grado di aggiungere valore?

Quali specifiche flessibilità si ottengono rispetto all’acquisto?