giovedì 25 ottobre 2007

Classifiche blog

Qualche considerazione in merito alle classifiche dei blog le cui discussioni raggiungono a volte elevati tassi di animosità.

- Il problema centrale è la ricerca di un modello di misure che rappresentino la realtà in modo affidabile, oggettivo e dichiarato.

- Le classifiche attualmente in auge sembrano aver bisogno di un "inventario" dei blog da classificare, non sono cioè in grado di misurare le performance di "tutti" i blog (anche se qui si apre un nuovo fronte sulla definizione di blog). Questo è comunque un limite, sarebbe come se l'ISTAT facce le sue statistiche inviando un questionario a tutti gli italiani ed alaborando solo i dati di quelli che rispondono volontariamente.

- Le classifiche basate sul numero di accesso sono ritenute inattendibili e facilmente manipolabili. Vero ma questo è un intralcio tecnico, dal punto di vista logico il parametro "numero di accessi" è importante (anzi sarebbe meglio parlare di numero di accesso/nell'unità di tempo, per esempio 523 accessi/giorno o 5322 accessi/mese)

- Classifiche che misurano la capacità di creare discussioni: il loro limite è nell'uso stesso del "link" , strumento che richiede una certa perizia del blogger e la volontà di partecipare al meccanismo. Comunque in questo momento sembra essere il sistema più affidabile per definire la capacità di un blog di influenzare la rete.

- Ridurre la classifica a una lista di una sola dimensione è un modello che limita e distorce la realtà, pesantemente; infatti al più si prendono in considerazione svariati parametri, si assegnano loro pesi diversi, si miscelano scuotendoli un po' fra loro ma alla fine si tira fuori un numero finale rappresentabile in una semiretta.

- Aggiungere delle dimensioni alla classifica potrebbe rispondere meglio, visivamente, alla percezione del fenomeno. Un passo avanti sarebbe utilizzare il quadrante magico di Gartner.
Ascisse e ordinate incrociandosi determinano quattro zone definendo le aree di ECCELLENZA (alto, alto); NICCHIA (basso, basso); VISIBILITA' (basso, alto); EMERGENTE (alto, basso). Per esempio: in ascisse PARTECIPAZIONE (Capacità di influenzare discussioni) e in ordinata il numero accessi ("velocità").

- L'ideale sarebbe introdurre una terza dimensione che dovrebbe essere la PROFONDITA' (tempo navigazione, qualità). In questo modo le aree racchiuse dal cubo sarebbero otto (2 al cubo).

lunedì 8 ottobre 2007

Se non fossi un informatico

La mia risposta è qui.

Preoccupazioni dei CIO

Prendo liberamente spunto da questo post di CIO News, CIOs Rank IT Talent Their No. 1 Worry, per alcuni spunti personali.

Si parte da un sondaggio. Come sempre bisogna tener conto che gli intervistati appartengono a grosse organizzazioni che risiedono negli U.S.A., ed ogni paragone con la realtà Europea ed Italiana è da mediare.

Detto questo, di cosa si proccupano i CIO?
  1. Attrarre, sviluppare e trattenere i professionisti IT
  2. Allineare strategie Business e IT
  3. Costruire le competenze IT
  4. .....
E via di seguito, la lista va avanti; chi è interessato può studiarsela con un link. Io mi fermo qui perchè la cosa interessante sta proprio nella prima riga.

Al primo posto, non ci sono i costi, nè la strategia, nè la tecnologia, nè le competenze.
Notare: Attrarre e Trattenere dei professionisti.
Come mi piace vedere al primo posto le persone!
Gli americani si accorgono che una schiera di gente che ha costruito in decenni di passione la competenza tecnica e, soprattutto, ha accresciuto, senza soluzione di continuità, la propria esperienza aziendale, sta andando in pensione. I candidati a sostituirli, i giovani che escono dalle università, sicuramente sono tecnicamente preparatissimi (in Italia è vero?) ma non possono competere con la loro esperienza, si vanno creando dei vuoti non colmati.
Vivaddio!
E' il grido interessato un cinquantaquattrenne come me e penso anche di altri della mia generazione (CIO o non CIO).
Magari, le persone diventassero il più importante "asset" aziendale.

giovedì 4 ottobre 2007

Gestione del rischio (2)

Per completare questa analisi dei rischi, deve poi seguire un'altra accurata identificazione delle misure adottate (o da adottare) dove, a fronte dei singoli rischi, si applica la classificazione della tabella T1.


N. Misura Rischio contrastato Descrizione Misura adottata Già adottato Si/No Chi se ne occupa

Misure fisiche



1 Sistema antincendio R13


2 Estintori R13


3 Conditioning System R14


4 Video sorveglianza R11


5 Antifurto R12


6 Restrizioni accessi R11, R12


7 UPS R14


8 Distruggi documenti R16



Backup:



9 Hardware R3, R4, R8, R13, R15


10 Software R3, R4, R8, R13, R15


11 Procedure R3, R4, R8, R13, R15


12 Restore R3, R4, R8, R13, R15


13 Ghosts (image) copies R3, R4, R8, R13, R15


14 Dispositivi per il controllo accessi R11


15 Armadi ignifughi R4, R14



Hardware:



16 Alimentazione R8


17 Schede rete R8


18 Hard Disks R8


19 Dispositivi Network R8


20 Connessione internet R8


21 Clustering R8



Policy



22 Password R1, R2, R3, R4


23 Domain Controllers R1, R2, R3, R4, R9, R10


24 Firewalls o Routers R7, R8, R9, R10


25 VPN R9, R10


26 Funzionalità del SO R7, R9, R10


27 Piano di Disaster Recovery R8, R13



Software tools:



28 Proxy Server R7, R9, R10


29 Antivirus R5


30 Anti-Spyware R9, R10


31 Anti-Spamming R6


32 Software and OS upgrading tools R2, R5, R7, R8, R9, R10



Manutenzione e garanzie



33 Garanzie server R8


34 Garanzia dispositivi Network R8


35 Accesso Internet R8


36 Monitoraggio Network R8



Documentation:



37 Procedure documentate R2, R3, R4, R8, R14, R15


38 Regolamento R2, R3


Gestione del rischio (1)

Risk Management

Introduzione

La gestione del rischio comprende tutte le attività necessarie dal riconoscimento e consapevolezza fino allo sviluppo di strategie che possano attenuare il rischio.

Una strategia può portare a diversi tipi di comportamento; per esempio "evitare il rischio", "ridurre l'effetto negativo", "trasferire il rischio ad una terza parte (assicurazione, contratti manutenzione)"; "accettare le conseguenze"


Un risk management non ha quindi il compito di eliminare i rischi, ma di ridurlo all'interno di un livello accettato dalla specifica azienda.

Una attenta analisi deve considerare che le minacce possono provenire da differenti sorgenti, come per esempio: l'ambiente, la tecnologia, le persone.

Risk Analysis

Una analisi dei rischi necessita innanzi tutto una classificazione.

Nella tabella T1 è riportata una classificazione a due livelli, avendo suddiviso le minaccie in tre classi.

Il passo successivo è la valutazione della probabilità dell'evento.

Sono considerazioni in parte soggettive e comunque dipendenti dalle specifiche condizioni del sistema in esame.

Nella tabella T1 si propone una semplice scala da 0 a 3, indicando con 0 evento che non si verificherà mai e con 3 evento altamente probabile.


Se si vuole misurare il rischio occorre prendere in considerazione almeno un altro parametro: l'impatto che il danno avrà sul sistema.

Anche in questo caso viene proposta la stessa scala da 0 a 3.

La misura del rischio può essere calcolata moltiplicando i due valori identificati (il risultato sarà dato da una scala con sette distinti valori che vanno da 0 a 9).

Infine (ultima colonna), bisogna prendere delle decisioni e decidere se il rischio sarà tollerato, o se deve essere ridotto.

Tabella T1 - Classificazione rischi - azioni adottate o da adottare

Descrizione del Rischio (minacccia o vulnerabilità)

Probabilità dell'evento

Impatto del danno

Misura del rischio

Trattamento adottato




T=Tollerato
R=Ridotto
E=Eliminato
F=Trasferito

P: da 0 a 3

D: da 0 a 3

M=PxD

Comportamento





R1

furto di Login

2

3

6

R

R2

Mancanza di consapevolezza, negligenza

3

2

6

R

R3

Comportamento disonesto o fraudolento

1

3

3

R

R4

Errore umano

2

1

2

R

Tecnologia





R5

Virus e programmi malware

1

3

3

R

R6

Spamming

1

1

1

R

R7

Danni dolosi

1

3

3

R

R8

Funzionamento improprio, non disponibilità o deterioramento dispositivi

2

2

4

T

R9

Accessi esterni remoti non autorizzati

2

3

3

R

R10

Intrusione nella rete

1

3

3

R

Ambiente





R11

Accesso non autorizzato in aree sensibili

1

3

3

R

R12

Furto di dispositivi

2

3

6

R

R13

Eventi catastrofici (terremoti, fulmini, incendi, allagamenti, ...): naturali o dolosi.

1

3

3

F

R14

Guasti ai sistemi di infrastruttura (impianto elettrico, condizionamento...)

1

2

2

R

R15

Errore tecnico umano

2

2

4

R

R16

Altri eventi

0

0

0

R

(segue)




martedì 25 settembre 2007

Overview Sistemi e Reti

Descrivo la possibile struttura di un documento che si pone l'obiettivo di dare una panoramica globale delle reti e dei sistemi.

1. Sistema Informativo
[introduzione generale che enuncia gli elementi che verranno presi in considerazione e fornisce informazioni che non trovano spazio negli altri paragrafi]
1.1 Servers
[elencare i server installati indicando nome server, sistema operativo, ubicazione, uso]
1.2 Personal computers: Desktop e Laptop
[fare riferimento all'inventario hardware]
[descrivere politiche di acquisto, brand, requisiti minimi ]
1.3 Dispositivi di rete
[fare riferimento all'inventario hardware]
[politiche sulla tipologia, brand, caratteristiche, gestione]
1.4 Stampanti
[politiche sulla tipologia, brand, caratteristiche, gestione]
[fare riferimento all'inventario hardware]
1.5 Altri dispositivi
[descrivere]
[fare riferimento all'inventario hardware]


2 Descrizione dei servizi
2.1 LAN e VLAN
[Descrizione della tipologia LAN e VLAN utilizzate, range indirizzi del dominio, impostazione del DHCP]
2.2 WAN
[Descrizione delle reti geograficghe utilizzate, e politica che si intende seguire incluse migrazioni di tecnologia]
2.3 Utenti Network
[descrizione politiche della Active Directory (o analogo), identificazione utenti, regole per le password, regole di trust, politiche di criptazione]
2.4 E-mail
[descrizione del prodotto e caratteristiche, politiche per l'aprtura di mail box, gruppi, liste di distribuzione...]
2.5 Firewall
[descrizione modelli utilizzati e impostazione delle configurazioni]
2.6 VPN
[descrizione collegamenti, servizi aperti]
2.7 Proxy
[descrizione e configurazione]
2.8 Web access
[descrivere quali policy sono attive per restizione alla navigazione su internet]
[descrivere web-site e politiche]
2.9 Backup
[descrivere impostazioni del servizio di backup inclusi media e device utilizzati e impostazioni per il ripristino dei dati]
2.9.1 File servers
[descrivere politica seguita per salvataggio]
2.9.2 personal computers
[descrivere politica seguita per salvataggio dei dati e delle configurazioni]
2.9.3 Application Servers
[descrivere politica seguita per salvataggio dei dati e delle applicazioni]
2.10 Antivirus
[prodotti utilizzati e impostazioni]
2.11 Antispam
[prodotti utilizzati e impostazioni]
2.12 Accessi esterni
[politiche sulla impostazione di RAS o PPTP e altri accessi dall'esterno]
2.13 Applicazioni remote
[descrivere come utenti remoti possono accedere alle applicazioni: host on demand, Citrix, Terminal Servers...]
2.14 Servizi Fax
[come è impostato l'accesso ai teminali o in caso di fax virtuali l'impostazione seguita]


3. PBX
[descrizione del centralino telefonico, delle sue caratteristiche di eventuali politiche di impostazione servizi, eventuali integrazioni over-IP]

All.1 - Schema del Layout del network
All.2 - Schema del Layout della LAN
All.3 - Schema del Layout connessione mail
All.4 - Schema del layout dei router
All.5 - Schema della sala macchina e locali tecnici

lunedì 24 settembre 2007

Protezione dei dati personali in pericolo

La predisposizione delle misure minime per garantire la sicurezza e la privacy dei dati, è un diritto-dovere.
Per esperienza diretta posso dire che la predisposizione del DPS (documento programmatico per la sicurezza), la preparazione e distribuzione delle informative e la raccolta dei consensi sono eccessivamente tortuosi.
La norma attuale potrebbe essere più snella e meno burocratica ma l'obiettivo dovrebbe essere renderla più efficace e realmente assimilabile nella cultura delle aziende.
Sarebbe un segnale imbarazzante svuotarla di significato così come un gruppo trasversale di deputati sta proponendo.
Invito a firmare l'appello in difesa su www.adunanzadigitale.org/privacy/

lunedì 17 settembre 2007

Piantina SdL

Per avere un colpo d'occhio immediato della dislocazione degli utenti, può essere utile avere, a supporto dell'inventario, una piantina delle Stazioni di Lavoro. Si realizza visivamente il posizionamento di scanner, stampanti e fotocopiatrici; si raggruppano insieme informazioni diverse che possono, tra l'altro, essere ulteriormente evidenziate tramite colori differenti.
Nel mio esempio (ho usato in Excel e naturalmente c'è di meglio allo scopo) per ogni scrivania è indicato cognome dell'utilizzatore, numero di telefono interno, nome del computer. I colori differenziano diverse tipologie di dispositivi.

Il grafico si può personalizzare a piacere aggiungendo ulteriori informazioni.

venerdì 14 settembre 2007

Inventario Hardware

Inventario di tutte le apparecchiature e dei dispositivi Hardware

Prima di tutto bisogna elencare la tipologia di hardware da avere sotto controllo.
Se è abbastanza scontato che un reparto ICT debba tracciare desktop, laptop, server, monitor, printer,dispositivi di rete, pbx, scanner, non altrettanto lo è per, cellulari, connect card, fax, fotocopiatrici, fotocamere, telefoni, calcolatrici da tavolo, proiettori, che a volte rientrano sotto la competenza di altri reparti.
Chiarito questo aspetto legato alla Tipologia ricordarsi che la tracciatura dell'inventario ha tipicamente un doppio scopo: uno tecnico e un'altro amministrativo (gestione del cespite). Alcuni responsabili IT tendono a trascurare il secondo dei due.
Infatti, se da una parte avere l'inventario aggiornato permette di valutare il tipo di flotta a disposizione, con valutazioni sulle performance, dall'altra è necessario che ad ogni cespite siano abbinate i riferimenti delle fatture di acquisto per calcolare gli ammortamenti e per aver chiaro, al momento della dismissione per obsolescenza, quale cespiste si sta scaricando.
Per la preparazione dell'inventario dei personal computer, anche senza ricorrere a costosi programmi si trovano "tools" che permettono di eseguire una rilevazione periodica e dettagliata delle caratteristiche di ogni singola macchina. Si tratta in genere di dati "sporchi" che vanno comunque normalizzati e verificati.

I dati da recuperare non sono omogenei per tutte le tipologie di dispositivi, conviene quindi predisporre cartelle separate. Tra parentesi [] il minimo dei dati da raccogliere.
PC [type (SRV, LAP, DESK...), brand, ID workstation, serial number, computer name, model, CPU type, RAM, HD, S.O., user, location]
MONITOR [type (CRT, LCD...), brand, model, serial number, dimension, user, location]
PRINTER [type (LASER, INKJET....), brand, model, serial number, ppm, user, location]
...
e così via per ogni tipo di hardware.
Balza all'occhio che il problema principale dell'aggiornamento è soprattutto legato alla individuazione dell'utilizzatore al in quel momento un particolare hardware. E' facile che, in una fase di risoluzione dei problemi o di ottimizzazione delle risorse, un tecnico sposti un monitor da una postazione all'altra, che una stampante cambi "proprietario" e così via.

Ricordarsi del "documentation day" (vedi post).