lunedì 26 febbraio 2007

Direttore d'orchestra

Ho trovato un seguito alla mia definizione di CIO come direttore d'orchestra, nel resoconto di un convegno svolto presso lo School of Management del Politecnico di Milano. Intervento di mauro Viacava CIO di Barilla Holding.

Un Cio è chiamato a orchestrare un insieme di strumenti e strumentisti, componenti tecnologiche ed esperienze, conoscenze applicative e opportunità strategiche, in una galassia di operatori dove tutti competono e al contempo vogliono essere partner di tutti.
Per l'esattezza la definizione di “processor orchestrator”, compredende le capacità tecnologiche, organizzative e di conoscenza dei processi aziendali. Capacità anche di parlare un linguaggio comprensibile alle persone che non si occupano di It.

lunedì 19 febbraio 2007

Stili di conduzione

Da una indagine di CIO Magazine, riportato da Computerworldonline

Sono stati identificate quattro macro categorie di stili nella conduzione di un Sistema Informativo.

- l’Innovation Agent,
- il Business Leader,
- il Turnaround Artist,
- l’Operational Expert.

Certo non sono classificazioni che esauriscono le possibilità personali e soprattutto ognuno potrebbe ritrovarsi parzialmente in più di una.
Lo studio è rivolto a organizzazioni medio-grandi. Mi piacerebbe confrontare con analogo studio in realtà medio-piccole.
Comunque indipendentemente dallo stile deve emergere una buona capacità di realizzare e mantenere il servizio IT. In sostanza: capacità di far andare la ‘macchina’ (infrastrutture, sistemi, applicazioni) secondo 'normali aspettative’.

In sintesi i profili:
Per gli Innovation Agent, il motore principale è la tecnologia, anche nelle iniziative di business. Hanno una visione innovativa e strategica del futuro.

I Business Leader conoscono i processi aziendali in profondità. Ricercano l’allineamento tra IT e obiettivi di business. Usano la tecnologia per migliorare i processi aziendali mantenendo i costi sotto controllo. Predominano le competenze come la capacità di management, di comunicazione e di leadership. Parlano più raramente di progetti IT anche se utilizzano con competenza la tecnologia.

Il Turnaround Artist (bellissima l'espressione usata dagli americani: ‘Mr. Fix IT’), è invece colui che ha grandi capacità di recupero e creative, in grado di dare dei "colpi d'ala" improvvisi a situazioni di ritardo sui progetti, caos e disfunzioni croniche, personale demotivato. Ci vuole grande esperienza, voglia di assumersi dei rischi, predisposizione al cambiamento. Tipicamente sono figure che portata a termine la loro missione, cercano un'altra esperienza.

Gli Operational Experts danno invece un grosso peso alle conoscenze nella gestione dei progetti, nella conduzione e riduzione dei costi. Sono figure che spiccano dove c’è una forte pressione verso la consegna dei progetti nei tempi e nel budget definito, senza menomare la soddisfazine dell’utente.



Poi l'articolo presenta un'altra figura di CIO, dove è possibile che molti si ritrovino. In queste aziende il CIO è lo specialista delle operazioni. Il suo compito principale “keep the lights on” ovvero "tenere la luce accesa", far funzionare le cose. Si tratti di non far cadere la rete, tenere il sistema di e-mail sempre attivo, implementare un ERP nei tempi previsti dal piano.Il tutto a scapito della strategia e della ricerca.


giovedì 15 febbraio 2007

Non tutta la burocrazia viene per nuocere

Il D.Lgs.196/2003 sulla Gestione della privacy ha aggiunto uteriori impegni all'agenda del CIO, a causa della necessità di preparare un DPS, cioè un Documento Programmatico sulla Sicurezza, in altre parole un Piano annuale che fotografa la situazione delle basi-dati che contengono informazioni personali, sensibili e giuridiche, che identifica tutti i 'trattamenti' possibili e permette di elaborare una valutazione dei rischi.

Un lavoro che coinvolge anche i reparti amministrativi e di gestione del personale, ma che di fatto, in aziende medio-piccole, almeno nella fase di progettazione e sviluppo, cade spesso sulle spalle del CIO. Per me è stato così.
Quest'anno però la consueta revisione, che poi si trasforma sempre in un miglioramento continuo, mi ha lasciato qualche soddisfazione. Mi riferisco al fatto che la consuntivazione degli eventi significativi e delle misure adottate durante l'anno mi ha spinto verso una visuale diversa rispetto a quella periodica del 'budget' economico da rispettare.
Ho rilevato tre/quattro eventi sensibili alla protezione dei dati e ho potuto apprezzare i correttivi che avevo deciso in corso d'anno, che oggettivamente hanno diminuito il rischio di perdita accidentale dei dati.

- Il primo è un non-evento, nel senso che l'anno precedente erano stati raddoppiati i motori del climatizzatore dell'aria nel data center. Durante il Luglio scorso, un grave guasto (al sabato pomeriggio naturalmente) all'impianto non ha provocato alcun problema ai server e ai dispositivi. La temperatura si è innalzata di poco più di un grado. Evitati costi per l'emergenza, straodinari, fermi macchina per surriscaldamento.
- Un'altro evento, dovuto a un bug nella procedura di copia in un database di posta locale (stavolta con parziale perdita di dati) ha determinato invece una revisione della procedura che da allora è in grado di segnalare salvataggi andati a buon fine solo apparentemente. Inoltre l'evento ha determinato una nuova valutazione delle politiche adottate sui singoli utenti e un aggiornamento della capacità di back-up del sistema.
- Infine, un'allarmante realtà è stata la crescita vertiginosa degli spam. Il motore del programma che utilizzavo, non era più in grado di soddisfare le esigenze e provocava rallentamenti e perdita di messaggi nelle code in entrata. L'installazione di un 'appliance' dedicato e configurato secondo necessità, ha azzerato il problema e oggi leggo con relativa tranquillità gli articoli sull'incremento esponenziale di questi messaggi indesiderati.

mercoledì 7 febbraio 2007

lunedì 5 febbraio 2007

revisione ICT: piano di implementazione

Su chi posso contare per realizzare il progetto? Con quali conoscenze ho a che fare? E quindi, quali gap formativi vanno superati per avere risultati di produttività coerenti con i tempi del progetto?
Queste sono alcune delle domande a cui occorre rispondere.
Naturalmente un piano deve essere dettagliato con tempi, risorse, flusso e costi. I software di project management sono in generale sufficienti a coprire queste esigenze.